18 aprile 2002
TESTO DELLA PUNTATA DE
"IL FATTO" DI ENZO BIAGI
-Non è un gran giorno per l'Italia: per quello che
succede in casa e per quello che si dice fuori.
A Milano, lo sapete, un piccolo aereo da turismo è andato a sbattere
contro il Pirellone, orgoglio dell'architettura italiana e uno dei
simboli della città. E il pensiero corre subito alle torri di New York.
Disgrazia. Ma c'è anche chi all'estero parla di crimine. Da Sofia il
Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non trova di meglio che
segnalare tre biechi individui, in ordine alfabetico Biagi, Luttazzi,
Santoro, che, cito tra virgolette "Hanno fatto un uso della
televisione pubblica – pagata con i soldi di tutti – criminoso.
Credo sia un preciso dovere della nuova dirigenza Rai di non permettere
più che questo avvenga". Chiuse virgolette.
Quale sarebbe il reato?
Stupro, assassinio, rapina, furto, incitamento alla delinquenza, falso e
diffamazione?
Denunci.
Poi il Presidente Berlusconi, siccome non prevede nei tre biechi
personaggi pentimento o redenzione – pur non avendo niente di
personale – lascerebbe intendere, se interpretiamo bene, che
dovrebbero togliere il disturbo.
Signor Presidente Berlusconi, dia disposizione di procedere, perché la
mia età e il senso di rispetto che ho per me stesso, mi vietano di
adeguarmi ai suoi desideri.
Sono ancora convinto che in questa nostra Repubblica ci sia spazio per
la libertà di stampa. E ci sia, perfino, in questa azienda che essendo
proprio di tutti come lei dice, vorrà sentire tutte le opinioni.
Perché questo, signor Presidente, è il principio della democrazia. Sta
scritto, dia un'occhiata, nella Costituzione.
In America, ne avrà sentito parlare, Richard Nixon dovette lasciare la
Casa Bianca per un'operazione chiamata Watergate, condotta da giovani
cronisti alle dipendenze di quel grande e libero editore che era la
signora Katharine Graham, proprietario della Washington Post.
Questa, tra l'altro, viene presentata come televisione di Stato, anche
se qualcuno tende a farla di Governo, ma è il pubblico che giudica.
Nove volte su dieci, controllare, "Il fatto" è la
trasmissione più vista della Rai.
Lavoro qui dal 1961 e sono affezionato a questa azienda. Ed è la prima
volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto, cioè i
programmi, e chiede che due giornalisti, Biagi e Santoro, dovrebbero
entrare nella categoria dei disoccupati.
L'idea poi di cacciare il comico Luttazzi è più da impresario, quale
lei è del resto, che da statista.
Cari telespettatori, questa potrebbe essere l'ultima puntata de "Il
fatto".
Dopo 814 trasmissioni, non è il caso di commemorarci. Eventualmente, è
meglio essere cacciati per aver detto qualche verità, che restare a
prezzo di certi patteggiamenti.
Signor Presidente Berlusconi, non tocca a lei licenziarmi.
Penso che qualcuno mi accuserà di un uso personale del mio programma
che, del resto, faccio da anni, ma per raccontare una storia che va al
di là della mia trascurabile persona e che coinvolge un problema
fondamentale: quello della libertà di espressione.-