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18 gennaio 2002
" ADDIO LIBERTA' "
articolo di Ignacio Ramonèt
-Poiché si ammette che i tragici eventi dell'11
settembre 2001 hanno aperto un nuovo periodo della storia contemporanea,
chiediamoci a quale altro ciclo questo evento abbia posto fine, e con
quali conseguenze.
L'epoca ora conclusa era iniziata il 9 novembre 1989 con la caduta del
muro di Berlino e la dissoluzione dell'Unione sovietica, il 25 dicembre
1991. Celebrate con grande insistenza, le principali caratteristiche di
questa fase - che ha visto tra l'altro il trionfo della globalizzazione
liberista - sono l'esaltazione dei regimi democratici, la celebrazione
dello stato di diritto e la glorificazione dei diritti umani. In
politica interna ed estera, questa Trinità era considerata una sorta
d'imperativo categorico, invocato ad ogni piè sospinto. Benché non
priva d'ambiguità (come conciliare la globalizzazione liberista con la
democrazia planetaria?) questa Trinità contava sull'adesione dei
cittadini che la vedevano come un progresso del diritto contro la
barbarie.
In nome della "giusta guerra" contro il terrorismo, tutte
queste belle idee sono state improvvisamente dimenticate. Da un giorno
all'altro, per intraprendere la guerra in Afghanistan, Washington non ha
esitato a stringere alleanze con i dirigenti fino a ieri infrequentabili,
come il generale golpista Pervez Musharraf in Pakistan, o il dittatore
uzbeko Islam Karimov. La voce del legittimo presidente del Pakistan
Nawaz Sharif, così come le grida dei difensori uzbeki delle libertà,
non riescono ad oltrepassare le mura delle galere in cui sono rinchiusi.
I valori considerati fino a ieri "fondamentali" abbandonano
alla chetichella la scena politica, e sul piano del diritto gli stati
democratici subiscono un brusco regresso, come testimonia la bufera di
misure liberticide che si è abbattuta sugli Stati uniti.
L'indomani degli attentati sono state adottate misure giudiziarie
eccezionali. Il ministro della giustizia John Ashcroft ha fatto
approvare una legge anti-terrorismo, definita "legge
patriottica", che consente alle autorità di arrestare persone
sospettate di terrorismo quasi senza limiti di tempo e di deportarle,
chiuderle in celle d’isolamento, sorvegliare la loro corrispondenza e
le loro comunicazioni via telefono e via Internet, perquisire i loro
alloggi senza autorizzazione giudiziaria… Non meno di 1200 stranieri
sono stati così arrestati in segreto, e più di 600 sono tuttora
trattenuti in carcere senza giudizio, e in molti casi senza essere stati
neppure presentati ai giudici, né avere avuto la possibilità di essere
assistiti da un avvocato
(1).
Inoltre, il governo ha intenzione di far interrogare circa 5000 uomini
stranieri, di età compresa tra i 16 e i 45 anni, che soggiornano negli
Stati uniti con visto turistico, divenuti sospetti per il solo fatto di
essere di origine medio - orientale
(2)
…
Sebbene negli Stati uniti i tribunali ordinari dispongano di tutta la
necessaria competenza in materia
(3),
il presidente George W. Bush ha deciso, il 14 novembre scorso, di creare
tribunali militari con procedure speciali per giudicare gli stranieri
accusati di terrorismo. I processi potranno essere tenuti in segreto, a
bordo di navi da guerra o all’interno di basi delle forze armate; le
sentenze saranno pronunciate da commissioni militari costituite da
ufficiali; non sarà richiesta l'unanimità per pronunciare la condanna
a morte dell'imputato; le sentenze saranno senza appello; le
conversazioni degli accusati con i loro avvocati potranno essere
ascoltate clandestinamente; le procedure giudiziarie saranno coperte dal
segreto, e i dettagli dei processi saranno resi pubblici solo a distanza
di decenni…
C'è stata persino, da parte di responsabili del Federal Bureau of
Investigation (Fbi), la proposta di estradare alcuni imputati verso
paesi amici a regime dittatoriale, affinché le polizie locali possano
interrogarli usando metodi "duri ed efficaci". Il ricorso alla
tortura è stato chiesto apertamente dalle colonne di importanti riviste
(4).
Sulla Cnn, il commentatore repubblicano Tucker Carlson è stato
esplicito: "La tortura non è una buona cosa, ma il terrorismo è
peggio. Perciò, in talune circostanze, la tortura è il male
minore". Sul Chicago Tribune, Steve Chapman ha ricordato che uno
stato democratico come Israele non ha esitato ad applicare la tortura
all’85% dei detenuti palestinesi
(5)
…
Abrogando una decisione del 1974, che vietava alla Central Intelligence
Agency (Cia) di assassinare dirigenti stranieri, Bush ha dato carta
bianca ai suoi servizi segreti per condurre tutte le operazioni
necessarie all’eliminazione fisica dei capi di Al Queda. La guerra in
Afghanistan è stata condotta nello stesso spirito: dimenticando le
convenzioni di Ginevra, i membri di Al Queda vengono liquidati anche
quando si arrendono. Il segretario americano alla difesa Donald Rumsfeld
si è mostrato inflessibile: respingendo ogni idea di soluzione
negoziata o di resa, ha chiaramente invitato a uccidere i prigionieri
arabi che hanno combattuto con i taliban. Ne sono stati massacrati oltre
400 dopo la sollevazione nella fortezza di Qala-e-Jhangi, e sicuramente
molti di più durante la presa di Tora Bora.
Per evitare che i militari americani possano essere perseguiti per le
operazioni condotte all'estero, Washington si mostra ostile al progetto
di Tribunale penale internazionale (Tpi). Perciò il Senato ha
recentemente approvato in prima lettura, la legge Aspa (American
Service-members Protection Act), che consente agli Stati uniti di
adottare misure estreme – compresa l'invasione militare di un paese!
– per recuperare qualsiasi cittadino americano minacciato di essere
tradotto davanti al futuro Tpi.
In nome della "guerra mondiale contro il terrorismo", altri
stati - il Regno Unito, la Germania, l'Italia, la Spagna, la Francia,
ecc. – hanno a loro volta rafforzato o si accingono a rafforzare le
proprie leggi repressive. I difensori dei diritti pubblici hanno di che
preoccuparsi: il moto generale delle nostre società, già orientato
verso un rispetto sempre maggiore dell'individuo e delle sue libertà,
è stato bruscamente bloccato. E tutto sta ad indicare una deriva verso
forme sempre più vicine allo stato di polizia.
- "El Pais", Madrid 10
novembre 2001
- "Le Monde", 30
novembre 2001
- "International Herald
Tribune", 1 dicembre 2001
- "Newsweek", New York
5 novembre 2001
- "El Pais", 7
novembre 2001-
IGNACIO RAMONET
- giornalista -
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