L'11 settembre del 2001 le Twin Towers, simbolo di New York e sito nevralgico del sistema economico statunitense, crollano sotto i colpi del peggior atto terroristico di sempre, immortalato in fotogrammi che faranno eternamente parte della nostra memoria.
Quel che viene dopo non è certo la sterile disputa tra filoamericani ed antiamericani, fatta propria dai più sprovveduti, né la speranza di risolvere tutto con operazioni di "Infinita Giustizia", che non garantiscono del fatto che avvenimenti del genere non si ripetano.
Quel che viene dopo è fare i conti con il mondo che, giorno per giorno, è stato (e abbiamo) costruito.


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11 settembre 2001
" DUE, COME NOI "
dall'archivio del sito

 

-Il grande Minosse controllava il mare e la terra, e per chiunque sarebbe stato impossibile lasciare quel luogo senza essere scoperto.
Fu allora che, come narrano le antiche leggende, la mente del prigioniero fu ispirata dalla grande intuizione. Ed egli scelse per la fuga l'unico elemento che Minosse non avrebbe potuto mai avere sotto diretto controllo: l'aria.
Prese allora a realizzare la sua intuizione, riunendo tra loro i materiali con grande abilità. Infine, erano nate un paio di ali simili a quelle degli uccelli.
E mentre ancora il suo figliolo giocava con quanto era avanzato dalla costruzione, il prigioniero si librò in volo a collaudare la sua nuova scoperta. E rimase a lungo sospeso a mezz'aria: aveva scoperto il segreto per imitare il volo degli uccelli!
Eccitato per aver finalmente trovato la via della fuga, applicò un secondo paio di ali alle giovani spalle di suo figlio. Gli raccomandò amorevolmente, preparando la fuga, di non volare troppo in alto per impedire che il calore potesse sciogliere la sue ali. E facendolo lo baciava, pregandolo di seguire le sue istruzioni.
Quando tutto fu pronto volarono finalmente via da lì, da quel luogo dove avevano conosciuto la prigionia. Esposti ad un grande pericolo, ma finalmente liberi.
Mentre si allontanavano verso il cielo aperto, furono avvistati da alcuni pescatori, e questi a tanto prodigio indietreggiarono inorriditi, credendoli nuovi dei.

 

NEL CIELO
-"Daremo la caccia a chi ha commesso questi orribili atti, li cattureremo e li porteremo davanti alla giustizia".
Così ho concluso.
Ma quanto è durato?… Quanto sono stato laggiù?… Dieci minuti? Venti minuti?… Tre quarti d'ora?… Non di più.
Invece, le Towers da quanto tempo bruciano?
… mentre al Presidente degli Stati Uniti viene data appena una manciata di minuti per rassicurare… tentare di rassicurare… perché è impossibile riuscirci ora… qualche minuto per tentare di rassicurare gli americani, e poi sparire di nuovo dietro gli scudi umani della propria scorta, che ti riaccompagnano in questa strana casa tra due ali.
Eccomi qui… è buffo… in una reggia tra i cieli mentre il regno è sulla terra… e una parte brucia… Ma, con questi marcantoni di piloti che mi lanciano poche rapide occhiate timorose, mi sembra d'essere più in una tana che in una reggia. Anche ai loro occhi, devo sforzarmi di essere all'altezza…
Così va bene: l'impassibilità va bene… l'importante è che tutto quello che sto pensando rimanga un fatto mio. Che un qualche nemico possa raggiungermi o no, questo invece non è un fatto mio… Ed io non debbo preoccuparmene. Ci sono altri che pensano a queste cose per me.
… Se sono quassù vuol dire che è la migliore cosa da fare… O forse è l'unica?
E' intanto laggiù che succede?… Questo è un fatto mio… anche mio… certo che lo è. Ma perché pensarci?… se il peggio è già successo? E può solo peggiorare ancora… che Dio ce ne liberi!
Laggiù c'è l'Inferno. Hanno creato l'Inferno a casa nostra.
Non… non riesco a pensare ai morti… ma nemmeno… nemmeno mi riesce di immaginare cosa sta vedendo in questo momento chi è laggiù… a quello che non scorderanno mai. Il meno che si possa immaginare è l'enorme fumo… che possa coprire tutto il crudo che c'è sotto… e sollevare la memoria dal ricordare… Dio mio!
E questo foglio che m'hanno dato laggiù… ma chi me l'ha dato? Neanche mi ricordo… che dice "i due aerei erano pieni di benzina"… "carburante ad alta combustibilità"… "la combustione ha fatto squagliare l'acciaio delle torri"… bla bla… e "dunque il crollo…".
…ma che mi interessa?… La verità è l'Inferno a casa nostra.
Ed io lo sapevo. I miei collaboratori lo sapevano. Chi lavora nell'Amministrazione americana degli Interni, degli Esteri, militare, sa che questo poteva succedere.
Per anni i miei predecessori, mio padre, io stesso, abbiamo lavorato per convincere i cittadini che tutto questo non sarebbe mai accaduto… che l'America disponeva della forza e la tecnologia per escludere con certezza un evento del genere. Il Governo, la diplomazia… l'esercito, i corpi speciali, i servizi segreti… le forze di polizia, i nuclei antiterrorismo… un apparato avanzatissimo e coordinato… così abbiamo fatto credere: perché non c'è niente di più desiderato dal cittadino americano che poter toccare con mano il vantaggio che ha sul resto del mondo, e così… sentirsi protetto.
Ed è quel vantaggio, in America, il più grande indizio della legittimazione di chi esercita il potere… l'ostentazione di quel vantaggio…
In questo momento, io… io che so cosa vogliono gli Americani, perché è da decenni che dal Governo degli Stati Uniti d'America vogliono sempre la stessa cosa… vogliono questo, tutti quelli che negli Stati Uniti d'America desiderano sentirsi protetti. Ma chi deve proteggerli, quanto più opera per creare questa sensazione di invulnerabilità, tanto più sa che è falsa. Non è l'America, né tantomeno ogni altra parte del mondo, inattaccabile.
Ora… lo sanno tutti. E' sotto gli occhi, in questo momento… l'odio del mondo che si schianta contro i nostri edifici… la nostra America.
Come me sotto gli occhi di chi è su quest'aereo… ed ogni tanto mi passano davanti, fingendo di essere affaccendati in qualcosa che li costringe a passarmi davanti… ed approfittandone per gettarmi una rapida occhiata… Sono osservato… l'America è osservata…
… Che strano!… Tutte quelle volte che ho viaggiato sull'Air Force One… e non ho notato il cielo… Istintivamente viene da guardare giù, la terra, o il Sole… come se il cielo sia qualcosa di assente, come se non esista… Invece è da lì che stamane si sono materializzate due schegge impazzite… gli americani le hanno viste spuntare improvvisamente… inverosimili… determinate… con un programma… e…
… Ma perché faccio questi pensieri?… Forse sono stanco… non devo pensarci…
Eppure questo è successo… io… non posso evitare di pensarci. E' dinanzi agli occhi degli altri, degli uomini di quest'aereo, dei cittadini che mi guardano, che devo sforzarmi di non pensarci: il Presidente non può tormentarsi su queste cose… tra me e me, è un altro discorso: non riesco a non pensarci, e nessuno mi impedisce di farlo… purché non si capisca, purché non traspaia.
"Daremo la caccia a chi ha commesso questi orribili atti, li cattureremo e li porteremo davanti alla giustizia".
Così ho detto nella breve pausa a Terra voluta dalla ragion di Stato.
Ma chi? Chi?!?
Chi ha commesso questi orribili atti? Chi porteremo davanti alla giustizia?
Da quanto lontano arrivano questi aerei?… questa vendetta pazzesca?
Davvero non capisco… E se ripenso alle facce degli alti funzionari, dei miei collaboratori, del personale della Difesa, sono sicuro che nessuno capisce.
Dove abbiamo sbagliato? Su quale scacchiere internazionale? E come è possibile non essere tempestivamente all'erta per scongiurare una manifestazione d'odio così grande… così catastroficamente spettacolare?
Tra poco avremo le risposte… tra pochissimo. Siamo l'America: nessuno al mondo può evitare di essere colpito così, ma l'America può sapere subito chi è stato.
Sapremo subito cosa fare, come tracciare la nostra linea di condotta per il tempo che va dallo schianto sulle Towers e sul Pentagono in avanti - "li cattureremo e li porteremo davanti alla giustizia!" – ma non per il prima… non per il prima…
Eccone un altro che mi viene a dare un'occhiata… stupidi!… un cenno della mano… così… gli faccio appena capire che va tutto bene… come se non mi frullassero in testa certe cose. E se ne va… ecco…
Ma, bisogna saldare il dopo con il prima! E' necessario farlo, per reagire come si deve!
In questo momento, con ventimila persone probabilmente sotto le macerie, almeno così mi stanno dicendo, l'America è la vittima. E' questo che dobbiamo dire. E' questo che mi diranno di dire, sicuramente.
Ora non dobbiamo parlare di sbagli… il più grosso sarebbe, in virtù di questi eventi tragici, essere critici nei nostri stessi confronti.
In qualcuno sicuramente ci sarà questa tentazione. E quel qualcuno dovrà restare in minoranza… essere dissuaso. E non c'è niente di più dissuasivo che il Presidente che parla della tragedia, che invoca l'unità, che parla di un'America vittima… già! E' questo che ho detto prima, laggiù a Sparksdale.
Vittima… ma solo oggi. Perché noi non possiamo fermarci! No! Questa è l'unica cosa certa: noi non possiamo fermarci! Noi siamo l'America.
Dunque è vero:
"Daremo la caccia a chi ha commesso questi orribili atti, li cattureremo e li porteremo davanti alla giustizia".
Dichiarazioni dovute, ma sono anche la verità!
Sappiamo bene tutti che niente sarà come prima… ma bisogna impedire che la forbice tra il prima e l'ora si dilati troppo. Perché il mondo va bene così com'è: abbiamo lottato tanto per averlo così com'è, e stiamo lottando ancora per migliorarlo.
E non dobbiamo perdere questa capacità di migliorarlo… è questo il rischio che si corre adesso.
Questo maledetto rischio… da domani, da oggi, dallo stesso momento in cui le immagini stanno girando sul video, milioni di americani potrebbero pensare che in qualcosa abbiamo sbagliato.
Ed invece noi non diremo mai che abbiamo sbagliato, noi di tutto questo siamo la vittima. Chi può dire il contrario?
Chi può dirlo quando noi affermeremo che non si tratta solo di un odioso dirottamento aereo? Perché noi potremo portare a dimostrazione che hanno colpito i nostri simboli, che stanno tentando di fermare la nostra attività laddove essa è più operosa… non è un attacco agli americani, è un attacco all'America: e se è un attacco all'America, è un attacco alla volontà mondiale di andare avanti. Voglio vedere chi potrà contestarlo.
La risposta stessa dovrà essere una risposta mondiale… i miei uomini, funzionari e militari, stanno sicuramente già lavorando per questo… a cominciare da chi è ora sull'aereo presidenziale con me…
Questa lotta, per la memoria di tutti gli americani, quelli morti e quelli scioccati, dovrà essere condotta una volta per tutte. Con il coinvolgimento di tutti… e chi non è con noi, allora è contro.
Si! E' così!
Devo cominciare da subito… con il Congresso… con i cittadini… perché è vero che "daremo la caccia a chi ha commesso questi orribili atti, li cattureremo e li porteremo davanti alla giustizia"… ma queste parole comprendono una enorme serie di implicazioni, e noi dobbiamo metterle tutte sul tavolo, senza trascurarne alcuna…
… Dobbiamo prevedere tutto… la nostra dovrà essere una risposta articolata… data su tutti i piani possibili…
… solo da una risposta del genere non si torna… perché gli stessi che hanno compiuto tutto questo hanno fatto qualcosa da cui non si torna…
Si vedrà… si vedrà… tra poco lascerò il cielo e tornerò giù.-

 

LE DOMANDE SENZA RISPOSTA
Chi è Minosse, che tiene gli uomini prigionieri nel suo regno?
Chi è Dedalo, che ha scoperto il segreto del volo come via di fuga?
Chi è Icaro, sulle cui giovani spalle vengono applicate un paio d'ali, per poter fuggire dalla prigionia?
E, sopratutto, chi sono i pescatori, che guardano inorriditi quegli uomini-uccello, credendoli dei?
A queste domande non troveremo risposte, perché esse sarebbero individuabili in un mondo nel quale le cose accadono secondo una sana logica.
Ma questo non è mondo in cui le cose accadono secondo una sana logica.

 

LA LOGICA "ROVESCIATA"
Cosa succede quando uno dei peggiori criminali viventi, l'ideatore (e dunque il mandante) di una delle stragi più infami della storia – che ne custodirà memoria per sempre – dice alcune cose giuste?
Cosa succede nel nostro cervello di uomini abituati a leggere criticamente tra le pieghe degli eventi (con esclusione, dunque, dei prevenuti e degli schierati) quando un personaggio del genere parla del male subìto?
Della notte del 7 ottobre scorso, più che la notizia del primo, pesante attacco all'Afghanistan, resta scolpita negli occhi l'apparizione di Osama Bin Laden, ora non più la faccia sbiadita di alcune vecchie foto, o di filmati vecchi e "sgranati", bensì un volto determinato, una voce minacciosa, un pensiero dietro precise parole.
E sono proprio le parole a penetrare più in profondità… per rimanervi: il novello Satana (così ormai lo definiscono) afferma che nessuno di coloro che ha le lacrime agli occhi o nel cuore per il World Trade Center ricorda del pari i palestinesi che soccombono agli avanzanti carrarmati israeliani, i bambini iracheni che muoiono dei riflessi di una guerra del Golfo terminata anni fa.
Che cosa possiamo pensare quando il fresco responsabile di una tragedia costata 5000 e più vite, guardando fisso nella telecamera, osa inchiodarci (insieme all'intero Occidente progredito) alla responsabilità di altre tragedie che sono accadute o stanno accadendo?
La storia dell'uomo è davvero una catena di eventi stupidamente contraddittori: muoiono al posto del loro odiato ed insulso capo i bambini iracheni colpiti dalle misure restrittive volute dall'occidente, muoiono i palestinesi (talvolta portando israeliani con sé) colpiti da un accordo di pace che ha generato mezzo secolo di guerra e chissà quant'altra ancora…
… e muoiono, in una mattina di settembre, tante persone (più vicine a noi per cultura, ma ugualmente alle altre per diritto alla vita) mentre si muovono instancabili nelle brulicanti Twin Towers di New York.
Laddove un tremendo boia elenca le nostre colpe, sorge il sospetto che l'uomo sia davvero marchiato nel profondo da un peccato originale…
… un peccato che non è quello propugnato dal cattolicesimo, religione tra altre religioni più o meno intolleranti, bensì quell'indelebile segno di natura che anche un cuore laico può associare ad una inevitabile maledizione.-

 

 

MAD MAX
- articolista di "Cervello" -