Si ringrazia il lettore Moorow per aver segnalato l'intervista che segue, pubblicata da un noto quotidiano dopo i noti sviluppi del vertice G8, tenutosi nel luglio 2001 a Genova.

 

Intervista a Beppe Grillo
di
Simonetta Robioni
apparsa su "La Stampa" (agosto 2001)

 

Beppe Grillo alla protesta anti G8 non ha voluto partecipare.
L'ho seguita dalle finestre di casa mia e mi sono vergognato. Ma come si fa a blindare il vuoto e a lasciare che fuori del vuoto succeda quel che è successo? Anche mio figlio Ciro che ha un anno e che interpello continuamente su ogni argomento serio ha capito che dividere la città in zone rosse, zone gialle e zone un po' così e così era una mossa sbagliata. La violenza era prevedibile.

Grillo, perché, proprio lei, non è voluto scendere in strada a sfilare con il popolo del No-global?
Io avevo una mia idea. Volevo riproporre nelle giornate del G8 il gioco che facevamo da ragazzi con gli amici di San Fruttuoso, il quartiere dove sono cresciuto. Si chiamava "La rovina". Quando arrivava uno da fuori che voleva "intortarci" con le sue idee contavamo fino a tre e poi scappavamo via lasciandolo da solo. Qualcuno gridava, qualcuno si incazzava, qualcun altro ci inseguiva pur di continuare a sproloquiare. Avrei voluto che quelli del Social Forum avessero fatto altrettanto: fingere di andare a Genova a manifestare e poi trasferirci tutti al mare lasciando migliaia di poliziotti schierati a controllare strade e piazze vuote. Ma io sono un privilegiato: guardo a distanza. Gli altri, e sono ormai centinaia di migliaia di persone, hanno bisogno di rendersi visibili. E hanno ragione. Però c'è una cosa che mi fa paura.

Quale?
Sa in che cosa consiste la differenza tra oggi e il '68? La differenza è che questo è un movimento che ha mille anime: Greenpeace, Lilliput, il commercio equo-solidale, i cattolici, le tute bianche. La sua forza sta nella frammentazione. E nel volere cambiare qualcosa subito, non tutto domani. Per questo temo molto che qualcuno possa mettersi alla sua testa e modificarlo imponendo una strategia comune. Ho paura di un leader. E ne ho più paura ancora se va a parlare da Costanzo.

Come mai questa protesta sta esplodendo proprio adesso nel ricco mondo occidentale?
Credo sia un merito dell'informazione. Prima tenevano tutto segreto, adesso se qualcosa non va si viene a sapere. Perciò qualsiasi riunione dei cosiddetti Grandi della Terra verrà posta in stato d'assedio. Perché è demente in se stessa. Ma come si fa a non inserire tra i grandi la Cina o l'India che sono paesi immensi e quindi mercati immensi? Come si fa a ragionare ancora in termini di dollari americani e non in dollari internazionali? Come si fa a pretendere che il Pil cresca all'infinito altrimenti non c'è progresso? Io non ce l'ho con il libero mercato di Adam Smith, ce l'ho con il libero mercato dei cretini".

Anche gli scienziati a suo avviso sono dei cretini?
Sì, perché non sono scienziati. I veri scienziati sono curiosi, questi sono avidi. Gli Ogm, le biotecnologie, l'ingegneria genetica per ora non sono una scienza.

Che dice, Grillo?
Lei se la farebbe costruire una casa da un ingegnere che ha fatto 499 case crollate con la prima pioggia e solo una che ancora sta in piedi? Ecco, questa è la clonazione. Centinaia di pecore morte per una che, forse, vive. Più che la mappatura genetica questa attuale mi pare una mappatura finanziaria. E poi a che serve un peco-ragno? A filare un tessuto buono per i giubbotti anti-proiettile dei vigili di New York?

Lei vede un futuro nero...
Io vedo nero il presente. La democrazia agonizza. Al suo posto c'è il marketing sociale. Lo ha dimostrato la vittoria di Berlusconi. Invece degli articoli della Costituzione che stabiliscono ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, avremo un numero verde al quale telefonare per dire se siamo soddisfatti o se vogliamo esser rimborsati. L'uomo, oggi, viene definito una risorsa umana: ma non era il carbone a esser definito una risorsa? Si fa il ministero delle Infrastrutture quando a mancare sono ancora le strutture. Suvvia, un po' di serietà, un po' di credibilità. Penso che ci vorrebbe il maestro Manzi, quello di "Non è mai troppo tardi". Lui sì che saprebbe insegnare l'abbiccì a questo governo.