La chiamano
predicatore televisivo, profeta, capopopolo. Grillo, le
viene mai voglia di
fondare un partito?
-Ma c'è già. Io
faccio già politica, i miei spettacoli sono un modo di
fare politica.
Anzi, sono l'unico vero politico che c'è in Europa. Siamo in quattro:
io, il papa, Bono degli U2 e Carlo Petrini di Slow Food.-
-Io non voto più
da molti anni. Sono più avanti, prendo atto di una
realtà. Perché,
vede, il voto non è più democrazia. Guardi cos'è successo in America,
dove George Bush è stato eletto con una minoranza di voti. Voterò
quando mi pagheranno con fattura. Io credo solo nel voto di scambio. Per
questo ho messo all'asta il nio voto su Internet. Base di partenza
seicentomila lire. Ma non l'ha comprato nessuno.-
Nanni Moretti ha
ragione sulla crisi della sinistra?
-Ha ragione, dal
suo punto di vista ha ragione. Ma io non so più cos'è destra e
sinistra. Sono categorie del passato. Adesso c'è sopra e sotto. Nord e
Sud. Consumatori e consumati. Il livello critico si è spostato. Io non
mi identifico. Apprezzo, ma non mi schiero. Sono un carbonaro, un
solitario. Sono per il senso critico. Sono un clandestino pubblico.-
Quanti le scrivono
al suo indirizzo antitruffa sul web?
-Mi scrive
qualche centinaio di persone. Mi segnalano le truffe più odiose e ormai
più diffuse, quelle che avvengono per mezzo del cavo telefonico.
Pensate la disperazione: scrivono a me invece che al Garante per le
telecomunicazioni, uno che porta a casa seicento milioni l'anno per
proteggere i consumatori. Siamo arrivati a questo. Ma io posso fare
poco. Non sono mica il paladino dei deboli.-
Parliamo della
sua avversione per la pubblicità in tv.
-Quale
avversione? Io la pubblicità non la odio, l'ho anche fatta. Quello che
non mi piace è che sia obbligatoria. Non c'è libera scelta. Oggi se
uno vuole vedere dei programmi senza le interruzioni della pubblicità
non può comprarli da nessuna parte. E' un sistema fatto per portare
ogni anno nelle casse di tv e giornali sei miliardi di euro in pubblicità.
Che divisi per trenta milioni di consumatori fanno duecento euro a
testa. Sono duecento
> euro di
tasse occulte. Che libero mercato è? Altro che Adamo Smith, siamo ai
piani quinquennali. Questa pubblicità condiziona, altera e droga la
legge della domanda e dell'offerta. E' questo che mi fa dannare.-
La preoccupa
Berlusconi primo ministro?
-Mi preoccupano
questi tempi. Siamo alla putrefazione delle ideologie, alla dissolvenza
dei significati. Capitalismo, sinistra, sviluppo sostenibile: sono
diventate parole vuote. Così andiamo dritti verso il baratro. Con
questo sistema finiremo tutti in piazza con le pentole, come in
Argentina. Pentole e consigli per gli acquisti. Io sono un ottimista
apocalittico.-
Diciamo anche che
Berlusconi è una miniera d'oro, un filone inesauribile per chi fa
satira...
-Certi lo
prendono per un leader, invece lui ha fatto cilecca. Pensi solo a
questo. Simeone II di Bulgaria, senza televisioni, giornali e miliardi,
alle ultime elezioni ha fatto il quarantacinque per cento. E prima non
lo conosceva nessuno! Nel 1933, Hitler è arrivato al trentacinque per
cento senza bisogno di televisioni. Questo qui con tre reti, diciotto
giornali e un impero economico ha fatto meno del venticinque per cento.
E' l'antitesi del carisma e del leader, è un Dorian Gray dei poveri. Ma
detto questo, non è mica l'impero del male. Anzi, fa simpatia.-
Come le sembra la tv
di oggi?
-E' la tv della
finta pluralità. In Italia ci sono settecentoquaranta emittenti, cioè
un terzo delle tv del mondo intero. Per questo la gente pensa che ci sia
pluralità. Credono alle tv e non vanno a informarsi. E invece c'è solo
una tv. E' la tv commerciale, quella che cerca sempre di vendere, di
rifilarti qualcosa. O nella migliore delle ipotesi fa del marketing
sociale, come lo spot della presidenza del consiglio in cui Mike
Bongiorno invita le imprese a non fare del nero, a pagare le tasse perché
il governo è buono. Del resto, c'era scritto anche nell'opuscolo che
Berlusconi ha distribuito in campagna elettorale: lo stato si deve
esprimere come una tv commerciale. Siamo allo sfascio delle istituzioni.
Abbiamo un governo di pubblicitari, di creativi. Gente che sogna. E
genera imbecillità.-
Lei guarda la
televisione? Che programmi vede?
-Guardo ma non
assimilo. Non vedo niente in particolare, faccio zapping, come tutti.
Vedo dei malati che lavorano venti ore al giorno per fare la
televisione. Non hanno più vita, si dedicano anima e corpo a un
mestiere che rovina loro e produce dei mostri. E il pubblico li guarda
con quell'espressione calma, anestetizzata. Una calma diabolica. Una
calma pericolosa, che prima o poi esplode e genera violenza.-
Lei manca da molti
anni in televisione. Facendo due calcoli, un suo spettacolo in
prima serata fa gli stessi ascolti della nazionale di calcio. Siamo
franchi, lei potrebbe venderlo a peso d'oro. Per uno che viene da Genova
sono cose che fanno male...
-La mia presenza
sulle reti nazionali non ha più senso. Ho già dato e ho raggiunto il
limite di quello che si poteva dire e fare. Il successo mi ha dato più
di quello che mi serviva per vivere per me e la mia famiglia. Mi limito
a qualche presenza semiclandestina sulla tv a pagamento. E poi, per
carità, non è mica detto la televisione sia l'unico modo per
esprimersi. Ogni tanto quando mi viene voglia di dire quello che penso
davanti a un pubblico, mi metto a tavolino, mi informo, studio, preparo
uno spettacolo e lo porto nei teatri, nelle piazze. Se la gente vuole
venire a vedermi, può farlo. Senza consigli per gli acquisti. Poi, il
mancato guadagno non è un problema mio. Il segreto è fare come i
genovesi, cioè vivere sempre un po' al di sotto delle proprie
possibilità. Poi, per il resto, gliel'ho detto, io vado verso la
catastrofe con ottimismo.-
E' un'espressione
un po' forte per uno che ama le macchine sportive e gira in
Porsche...
-Le auto sono
state le mie ultime velleità, gli ultimi sprazzi di quando ero giovane.
Le Ferrari, le Porsche, per me erano come dei mobili d'epoca. Le
guardavo, le mettevo in moto, ci facevo un giretto ogni tanto, per il
piacere. Le usavo poco, ma le custodivo con amore, come si fa con le
reliquie. Facevo diecimila chilometri in un anno, una cosa da ridere.
Adesso ho cambiato criteri. Sono passato prima all'auto elettrica, poi a
idrogeno".
Un'ultima domanda,
Grillo. Daniele Luttazzi finirà come lei, emarginato dalla tv?
-Ma non mi faccia
ridere, Luttazzi emarginato. Luttazzi sta molto meglio di me. Lui è
messo bene, ha degli sponsor importanti e potenti. Finché continua a
fare gli spot per la Telecom non avrà nessun problema".