Intervista a Beppe Grillo
di Sandro Veronesi
apparsa su "Il Corriere della Sera"

 

Grillo, di cosa parlerà quest'anno?
-Di politica. Ma non sarà satira politica. Prendere in giro Berlusconi o D'Alema non mi interessa, è una cosa che mi può scappare così improvvisando, ma non mi diverte nemmeno più, da anni. Piuttosto, parlerò dell'assenza della politica: è questa la voragine che mi spaventa.-

Per esempio?

-Per esempio l'altro giorno sono andato a Bologna, a una manifestazione in un asilo alla quale ha partecipato un po' di gente: c'era Abatantuono, c'erano tecnici, magistrati. Il problema è che in un parco pubblico, proprio lì vicino, l'Enel sta piazzando il più grande trasformatore d'Italia. In un parco vicino a un asilo. La decisione è stata presa dalla giunta di centrosinistra, anni fa, e ora la giunta di centrodestra la sta portando a compimento, anche perché quelli non si sognano nemmeno di pagare la penale per mandare a monte un'operazione che avrebbero fatto anche loro. E la sinistra ora li attacca, organizza manifestazioni e dice "bastardi, mettete un trasformatore dell'Enel vicino a un asilo!-

Sono cose che preoccupano.

-Oppure il casino che hanno armato a Pratica di Mare: voli cancellati, truppe schierate, caccia sui cieli di Roma, un costo per la collettività altissimo, e tutto solo per ritrovarsi a pranzo e dirsi "Come va?", "Non c'è male"... Io ci divento matto.-

Dunque non c'è grande differenza con i tuoi spettacoli passati. E questa, per chi ti ama, è una gran bella notizia. In fondo, quello che ci si aspetta da te non è di essere diverso ogni anno, ma di continuare a essere diverso dagli altri. Secondo te perché c'è questa differenza di temi, tra te e gli altri comici?

-Credo che si tratti di una differenza di encefalogramma, fondamentalmente. Io non ci arrivo proprio a capire come si faccia a non parlare di elettromagnetismo, cancro, Pil, energia. Devo essere minorato.-

Però, per parlare di questi temi, uno deve avere delle fonti solide, scientifiche, e autorevoli. Come Wolfgang Sachs, per esempio.

-Sì, ho delle buone fonti. Wolfgang Sachs e tutto il Wuppertal Institut, certo: i più grandi sociologi europei, che da anni stanno demolendo il vecchio e ormai micidiale mito del Lavoro, e dimostrano, dati alla mano, che il lavoro, così come lo concepiamo noi, in funzione del Pil, ormai non produce più ricchezza, ma miseria. E noi qui a far casino sull'articolo 18. Oppure Domenighetti, che è praticamente il Ministro della Sanità del Canton Ticino: persona straordinaria già per il semplice fatto che resista a vivere lì, e che mi fa avere tutto il materiale scientifico aggiornato sulla salute, che è molto diverso da quello che leggiamo sui giornali. Cose di un buon senso addirittura rivoluzionario, tipo che bisogna stare più lontani possibile dagli ospedali, che gli antibiotici non curano, che i medicinali producono effetto placebo.-

Ma come fai a procurarti queste fonti? Non ci si imbatte per caso in queste figure.

-Ma, senti, io invece mi ci imbatto proprio per caso, ormai. All'inizio no, me le dovevo andare a cercare, ma ora me le ritrovo letteralmente addosso. Giorni fa, in un ristorante, mi si avvicina molto educatamente una signora. Mi indica un uomo e mi fa, parlando sottovoce: "Lo vede quello? È mio marito. È uno dei più grandi ingegneri del mondo, ma sul serio. Costruisce ponti in Giappone, ha raddrizzato la Torre di Pisa, cose così. Le vorrebbe dire una cosa, ma è timido". L'ho fatto venire al tavolo ed era Majovieckji, un grande ingegnere per davvero. Voleva parlarmi del ponte sullo Stretto di Messina. Voleva dirmi che lo vogliono costruire con una tecnica ormai superata, che in Giappone è stata abbandonata da tempo: tecnica rigida, si chiama, con due piloni alti cinquecento metri che terrorizzeranno per sempre tutta Reggio Calabria e tutta Messina, in piena zona sismica e col peso del treno che incurverà le travi. Alla fine mi ha supplicato: "Lo dica, lei è un comico, l'ascoltano". Capito come funziona?-

Una differenza con gli anni passati in questo tuo nuovo spettacolo però c'è. Una blues band in scena...

-Sì, perché il blues è il veicolo tradizionale per l'improvvisazione. Per buona parte dello spettacolo io improvviserò, canterò spirituals, farò il santone, farò scambiare segni di pace tra gli spettatori o toccherò i leghisti, per guarirli... Cose così.-

Be', allora il fatto che la tournée cominci da Ponte di Legno non è un caso.

-In tutta onestà dovrei dirti che è un caso, sebbene a questo punto io al caso non ci creda più. Anche perché proprio a Ponte di Legno ho visto il cartellone pubblicitario più agghiacciante e in un certo senso più sublime di tutti i tempi: raffigura una bambina biondissima, bella, con gli occhi blu, e sotto la scritta: "Bambina Padana". Capisci? Pubblicità etnogenetica. Come si fa a non parlare di queste cose negli spettacoli?-